SAN DOMENICO A ROMA
San Domenico ha fatto sei viaggi a Roma e cercheremo di capire che cosa è andato a fare. Ci aiutano gli storici domenicani e in particolare il padre Humbert Vicaire (Storia di San Domenico, ed. San Paolo, 2012) al quale principalmente facciamo riferimento e riportiamo anche alcuni passi del libro citato.
1206 primo viaggiocon Diego per risposta dell’ambasciata danese e per la richiesta di intraprendere la predicazione presso i Cumani.
1215 secondo viaggiocon Folco, suo Vescovo a Tolosa, per il Concilio Lateranense IV. Chiede al Papa Innocenzo III l’approvazione Ordine. Il Concilio aveva proibito la fondazione di nuovi Ordini Religiosi e l’introduzione nuove Regole per cui propone a Domenico di adottare una Regola già esistente.
Il contatto con l’universalità della Chiesa, in questo secondo soggiorno a Roma dischiude a Domenico nuovi orizzonti e gli apre gli occhi sulle necessità di tutta la Chiesa e del mondo intero.
1216-1217 terzo viaggioapprovazione Ordine con regola di s. Agostino:22 dic. 2016. Pietro e Paolo: “va e predica” 18 gennaio 1217). 1217 invio frati nel mondo.
Costantino d’Orvieto (Legenda s. Dominici) scrive: «Mentre l’uomo di Dio, Domenico, era a Roma ed effondeva le sue preghiere dinanzi a Dio nella basilica di San Pietro per la conservazione e la crescita dell’Ordine che la destra di Dio propagava mediante le sue fatiche, la mano di Dio si posò su di lui. Domenico vide comparire Pietro e Paolo circonfusi di gloria. Il primo, Pietro, gli consegnò il bastone; Paolo, il libro. E tutti e due soggiunsero:Va’ e predica, perché Dio ti ha scelto per questo ministero.E in quell’istante parve a Domenico di vedere i suoi figli sparsi nel mondo, che andavano a due a due a predicare al popolo la parola di Dio».
Entra l’idea di un Ordine Mondiale: trasformare il suo Ordine, sotto l’impulso della Santa Sede, in Ordine universale come gli aveva imposto la visione mistica avuta nella basilica di San Pietro.
1218: quarto viaggio.All’inizio del 1218 Domenico è nuovamente nella città eterna.
Ciò che egli adesso si ripromette dal papa è, sul piano ecclesiale, il riconoscimento dell’universalità della predicazione; a livello carismatico, il riconoscimento dell’apostolicità come norma di vita.
L’11febbraio Onorio III (subentrato a Innocenzo III) concesse all’Ordine piena facoltà di predicare ovunque ed attribuì alla nuova istituzione il titoloPredicatori,come se ciò già gli derivasse dal canone XIII del IV Concilio Lateranense – proprio quello che mirava ad impedire il sorgere di nuovi Ordini!
La Bolla di Onorio III: si rivolge sotto forma dimandato apostolico,a tutti i prelati della Chiesa. Essa designa i frati col nome tanto ambito fin dal 1215, e ormai definitivo, difrati dell’Ordine dei Predicatorie sintetizza in due espressioni il loro utile ministero e la loro vita religiosa che, a giudizio del papa, è «gradita a Dio»: essipropongono a tutti la parola di Dio con fedeltà e lo fanno gratuitamente, perché altro non ambiscono che il vantaggio delle anime e seguono il Signore soltanto, fieri del titolo della povertà. A nome proprio e della Sede Apostolica, il papa li raccomanda vivamente a tutti i prelati, ai quali intima di favorirli nel conseguimento del loro lodevole scopo, d’utilizzarne il ministero e di aiutarli nelle necessità quotidiane.
L’obbligo grave fatto ai Vescovi di essere responsabili della predicazione e di farsi aiutare dai predicatori (Lateranense IV can. X), si concretizza così fornendo anche i predicatori!
“Nel 1218, durante il soggiorno romano di Domenico, il progetto (di riforma delle religiose romane) venne ripreso ed a lui ne fu affidata l’esecuzione. Domenico avviò subito i contatti con le singole comunità per convincere le religiose circa l’opportunità della riforma”. (Koudelka, San Domenico)
1220 quinto viaggio:riforma monasteri femminili romani. Fondazione di San Sisto. Riceve s. Sabina da Onorio III.
Riceve Bolle per la soluzione di vari contenziosi con l’Università di Parigi.
1221 sesto (?) viaggio.In questi ultimi viaggi Domenico si preoccupa di definire sempre meglio il ruolo dei suoi frati “i predicatori” e per questo sollecita ed ottiene numerose Bolle pontificie che permettano al nuovo Ordine di svilupparsi, darsi delle “costituzioni” con delle forme giuridiche adatte, insediarsi nei luoghi di maggior interesse per la crescita (Parigi, Bologna, Roma…). Il suo andare e stare a Roma, a contatto con la Curia e con il Papa, oltre che sviluppare il suo senso di universalità, gli permette di intervenire e far intervenire per precisare, promuovere, incoraggiare, dare consistenza al suo eccezionale progetto.
Quaresima: Domenico predica senza interruzione nelle chiese e nei conventi della città
(Vicaire447)
…”Né vi è da pensare a unconvento doppio,come a Prouille: Domenico ha già garantito la povertà mendicante dei suoi figli attraverso la mendicità conventuale. Occorre dunque un altro chiostro. Il papa possiede sull’Aventino una vastissima fortezza, quella Rocca Savelli che egli stesso aveva fatto innalzare per la sua famiglia feudale quando non era che il cardinale Cencio; la maggior parte delle mura e dei bastioni era destinata a rimanere fino ai nostri giorni sulla cresta del colle, Una chiesa del V secolo è incorporata alla fortificazione, la basilica di Santa Sabina.”. Domenico vi ha posto gli occhi da molto tempo e la domanda coraggiosamente al papa: dopo grande fatica finisce per attenerla, i frati si trasferiscono sull’Aventino con i loro mobili e i loro libri e si stabiliscono nei locali destinati al clero nel portico della chiesa e nel braccio del quadriportico, ormai fatiscente, che si prolunga verso il nord-ovest, SI avvierà subito la costruzione di un nuovo convento di cui il papa farà dono all’Ordine con una bolla del 5 giugno 1222, A San Sìsto rimangono soltanto i religiosi necessari per l’assistenza alle monache”…
… Siamo oggi in grado di stabilire la data del trasferimento. D’intesa con i tre cardinali, Domenico sceglie per questo ingresso nel nuovo chiostro e nel nuovo genere di vita, il mercoledì delle ceneri,24febbraio 1221. Nulla di più adatto per questa «conversione» religiosa che il primo giorno di quaresima in cui la Chiesa canta l’lmmutemur habitu.La cosa è compatibile con gl’impegni degli stessi cardinali che, in quel giorno, dopo essersi recati alle nove in Laterano, vanno a Santa Anastasia per ricevere le ceneri e poi salgono col corteo papale per la messa cantata in Santa Sabina: tutte località tra loro prossime e non lontane da San Sisto…
… È dunque la prima domenica di quaresima che Domenico, assiso alla soglia di San Sisto, accoglie le monache di Santa Maria e consegna la tonaca e lo scapolare bianchi insieme al velo nero delle suore di Prouille e di Madrid, a cominciare da suor Cecilia. Poi, per la terza volta, riceve nelle proprie mani la loro professione… È la vera e propria professione religiosa”…
… La notte seguente una raccolta processione trasporta nella nuova residenza l’immagine della Vergine. Non lo si èvolutofare in pieno giorno per evitare le reazioni della popolazione che avrebbe potuto sentirsi ferita nella sua pietà. Domenico e i cardinali Stefano e Niccolò, accompagnati da alcuni frati e da alcuni fedeli, portanol’iconasulle proprie spalle, a piedi nudi e alla luce delle fiaccole. Le suore, anch’esse a piedi nudi, attendono in preghiera. L’immagine viene introdotta e collocata nella basilica restaurata. «Essa vi si trova ancora ai nostri giorni» – afferma suor Cecilia al termine deIla sua vita – ed è facile intuire da quella sua soddisfazione quale sia stato il timore da lei provato, al tempo del trasferimento, di vedere l’immagine ripartirsene soprannaturalmente alla volta del suo primo asilo … (Vicaire606 e ss.)